venerdì 4 febbraio 2011

Buche nere

Qualche giorno fa Wwf Italia ha diffuso un comunicato in cui rivendica i risultati positivi ottenuti nel 2010 e presenta i progetti per il nuovo anno. Tra le vittorie, la condanna - risalente al novembre scorso - inflitta dal tribunale di Sciacca (AG) ai responsabili dei lavori di costruzione del Golf Resort nella città saccense. L'organizzazione ambientalista aveva presentato una denuncia contro la devastazione del territorio nella Piana del Verdura.
Golf e Sicilia, binomio curioso ma sempre più in voga. Da qualche tempo la Regione Siciliana ha puntato molto sullo sport delle 18 buche come risorsa per il rilancio turistico dell'Isola. Con una legge promulgata alla fine del 2008, l'assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, guidato allora da Titti Bufardeci, ha semplificato le norme per la realizzazione di campi da golf. Basta il parere di una conferenza dei servizi indetta dal comune interessato e dagli altri enti competenti per dare il via libera alla costruzione dei campi e delle relative strutture. Ma la normativa consente «gli sbancamenti, la modellazione dei terreni, i drenaggi, gli impianti d’irrigazione, la formazione del manto erboso e di laghetti artificiali»: in Sicilia si potranno costruire i green anche a 150 metri dalla battigia. Insomma, piena ragione agli ambientalisti.
Negli ultimi anni sono stati presentati 48 progetti per costruire nuovi impianti, ma oltre agli incentivi non mancano evidentemente le mire della speculazione edilizia, anche su terreni vincolati. Il caso del Verdura resort di Sciacca è significativo: due green, palestre, piscine, 200 posti letto, villette a schiera, 230 ettari complessivi e 125 milioni di euro di investimenti. Gli affari e gli interessi sono tali che una settimana fa è stato arrestato un dirigente sanitario di Sciacca per concussione: aveva ritardato la concessione di alcuni certificati chiedendo ai proprietari anglo-italiani del gruppo Rocco Forte l'assunzione del figlio in un prestigioso hotel nel centro di Roma.
Anche la recente costruzione del Donnafugata Golf Resort a Ragusa ha suscitato le polemiche degli ambientalisti per l'impatto idrogeologico e la cementificazione in un'area vicina a una riserva naturale. E intanto molti dei progetti turistici - anche esteri - sulla Sicilia passano dal green. Uno sceicco arabo che ha acquistato dai Costanzo (i "cavalieri" in odor di mafia) il complesso alberghiero della Perla Jonica ad Acireale, ora promette un porto turistico e naturalmente un campo da golf.
Molinari's e Manassero, fatevi un giro in Sicilia. Altro che siccità, l'Isola è diventata green.

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