giovedì 10 agosto 2017

Cambiano tutto per non cambiare niente

Un sindaco eletto con liste civiche di centrodestra (una si chiamava Forza Azzurri...) ma poi avvicinatosi al Pd, paladino di una battaglia di civiltà contro l'abusivismo edilizio sul litorale di una città nota per le sue ville Liberty, preso di mira da comitati di residenti e avversari politici - ma non solo, minacciato e sotto scorta, bloccato da ricorsi ed esposti alla magistratura, infine sfiduciato dalla sua maggioranza centrista, alfaniani in testa.
Tutto questo succede a Licata, provincia di Agrigento, paese natale del presidente del Senato Pietro Grasso. Il sindaco, cioè ex sindaco, si chiama Angelo Cambiano, il "demolitore" a cui hanno bruciato due case per intimidazione.
La questione è talmente seria che c'è voluta la polizia in tenuta antisommossa per consentire le demolizioni sul litorale.
Ma naturalmente nessuno di quelli che hanno sfiduciato Cambiano dirà mai che il motivo è l'affaire abusivismo. No, dicono che il sindaco non ha fatto arrivare i soldi promessi al Comune. Lui dice di averne fatti arrivare 52 milioni. Vabbè.
Il caso arriva in un clima pre-elettorale particolare, con il Movimento 5 Stelle siciliano di Giancarlo Cancelleri che sostiene che in caso di vittoria alle regionali di novembre non verrà demolita la casa agli "abusivi per necessità". E qualcuno dunque sente la necessità degli abusivi...

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