martedì 11 aprile 2017

Cable Nostrum

Il Mediterraneo, crocevia di popoli, merci, culture e... cavi sottomarini per il traffico Internet. Il Mare Nostrum è diventato uno degli snodi globali delle connessioni veloci ed è su questa eccezionalità geografica che scommette Open Hub Med, consorzio che comprende Eolo, Equinix Italia, Fastweb, In-Site, Interoute, Italtel, Mix (Milan Internet eXchange), Retelit, Supernap Italia, VueTel Italia e Xmed. La sfida: aggregare nel Sud Italia il traffico proveniente da Nord Africa, Medio Oriente e Asia, per indirizzarlo via terra − metodo più sicuro − verso l’hub di Milano, esistente dal 2000.
La mappa dei cavi sottomarini nel Mediterraneo
(Submarine Cable Map, elaborata da TeleGeography)
Finora, spiega Valeria Rossi, general manager di Mix e presidente di Open Hub Med (Ohm), «i punti più significativi sono nel Nord Europa, Amsterdam, Francoforte o Londra, per i cavi americani», mentre l’hub del sud è Marsiglia. L’obiettivo è creare «un centro di smistamento in Sicilia, un po’ come l’area di transito internazionale all’interno di un aeroporto», non in concorrenza ma complementare al sito francese. «L’Isola è il punto di approdo più interessante, nel Mediterraneo − prosegue Rossi − passano già 15-20 cavi sottomarini». Il data center aprirà a breve nell’area di ricerca Italtel di Carini (Palermo) e rappresenta la prima sede tecnologica neutrale e indipendente nel Sud Italia. Il secondo punto sarà Bari.
Un’operazione per aumentare il traffico Internet in Italia e migliorare il posizionamento nelle comunicazioni internazionali, finora sbilanciato verso Milano. Ma non solo, spiega Rossi: «Ci sarà una ricaduta benefica per il Sud e si rafforzeranno la posizione-Italia e le imprese, attraendo investimenti». Lo dimostra Mix, intorno al quale si è sviluppato un indotto che ha contribuito a creare ricchezza. «Laddove esiste aggregazione di traffico, lì c’è sviluppo, che si crea dove ci sono infrastrutture», commenta la presidente di Ohm. Internet come le grandi opere... Lo sanno bene nel Nord Europa: tre anni fa il sindaco di Amsterdam disse per esempio che la capitale olandese ha «tre grandi hub: il porto, l’aeroporto e AmsIX», cioè il punto di aggregazione delle reti.
La scommessa è far diventare il Mediterraneo centrale nell’aggregazione e sviluppo del traffico che arriva da Sud e da Est. «Stiamo facendo quello che fecero i Romani ai tempi!», chiosa Valeria Rossi. Il Nord Africa duplica il suo traffico nell’arco di un anno, il Medio Oriente è già maturo, mentre l’Asia, in forte espansione, cerca ‘strade’ alternative alle tratte oceaniche. Oggi, infatti, oltre l’85% del traffico globale viaggia su ‘capacità bagnata’, con cavi sottomarini.

[articolo pubblicato sul supplemento Economia & Lavoro del Quotidiano Nazionale]


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